Mortdecai

@Pubblicato su CinemHabits: https://cinemhabits.wordpress.com/2015/03/11/mortdecai/

 

Mortdecai, nuovo film di David Koepp con protagonista Johnny Depp (i due non lavoravano insieme dai tempi di Secret Window, nel 2004) e con la partecipazione di Gwyneth Paltrow, Ewan McGregor e Paul Bettany, probabilmente verrà ricordato come uno dei peggiori flop al botteghino tra quelli con Depp protagonista.

Precisiamo fin da subito che con film di questo genere è inutile basare la critica sui tecnicismi, tanto sono la prima cosa a passare in secondo piano: la gente, di solito, a vederli ci va per ridere, e stop.
Bene, Mortdecai fa ridere, e non nella maniera demenziale che ti aspetti: a suscitare ilarità non è infatti la battuta in sé ma il contesto, la mimica degli attori e la loro capacità di creare scene paradossali e picaresche. Insomma si ride, talvolta anche bene. Questo basta per lo spettatore medio.

A un occhio più attento non sfuggirà però il particolare che trasforma questo pregio in un grande difetto: ovvero il fatto che il film sia costruito quasi interamente sui personaggi e faccia quasi totale affidamento sulle capacità dei tre-quattro attori principali. Una trama c’è, per carità, ed è anche piuttosto intricata, con lo stile tipico del giallo picaresco, quasi come in un libro di Mendoza; tuttavia, alla luce di quanto detto, perde importanza e viene offuscata dall’azione, dai dialoghi improbabili e finisce per essere un po’ sforacchiata nei punti cruciali.
Un difetto invece più lampante lo si trova negli effetti grafici, generalmente malfatti e talvolta decisamente orripilanti.

Insomma, al di là del flop al botteghino, Mortdecai è un film che si lascia guardare, ottimo per una serata o un pomeriggio in compagnia: qualche risata la strappa, ci si diverte un po’ e poi lo si dimentica rapidamente.
Francamente, la cosa che dispiace di più è vedere un attore come Johnny Depp firmare l’ennesimo filmetto superfluo, quasi fosse ormai prigioniero di sé stesso, incapace di uscire dalla commediola piratesca, ormai abbondantemente scaduta nel ridicolo, e di riappropriarsi dei ruoli qualitativamente rilevanti che in passato ha dato prova di saper gestire con maestria. I tempi di Donnie Brasko in cui, brillante e giovane promessa, fiancheggiava un Al Pacino in stato di grazia, non sono mai sembrati così lontani.

N.

@immagini tratte da Google immagini

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