Nathan Quaranta

Orfani: Nuovo Mondo #4 – Benvenuto nella giungla

Cop Orfani NM #4Dietro le quinte di Benvenuto nella giungla, quarto numero di Orfani: Nuovo Mondo, troviamo alla sceneggiatura Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo, ai disegni Luca Maresca e Luca Casalanguida, e ai colori Nicola Righi, Luca Saponti e Giovanna Niro.
Pur essendo strutturalmente un albo più tradizionale di Vertigine, in questo quarto volume è da segnalare un inaspettato cambio di punto di vista del narratore protagonista. Questa volta infatti, il Nuovo Mondo ci viene mostrato non con gli occhi di Rosa, ma attraverso i filtri del più ingenuo John, così riviviamo il drammatico naufragio spaziale dalla sua prospettiva e il seguito della sua avventura. (altro…)

Descender – Stelle di latta, i robot di Jeff Lemire e Dustin Nguyen

Un classico universo sci-fi e il preludio a una storia di robot

D08Questo primo volume di Descender, la nuova serie fantascientifica di Jeff Lemire con i disegni di Dustin Nguyen, disponibile in Italia per i tipi di Bao Publishing, introduce un universo narrativo piuttosto classico, mettendo insieme un sistema interplanetario chiamato “Consiglio Galattico Unito”, diverse razze aliene che convivono relativamente in pace e una società altamente tecnologica che sembra fare massiccio uso di ingegneria robotica e intelligenze artificiali in svariati ambiti della vita quotidiana.
I problemi sorgono quando improvvisamente nove immensi robot, in seguito chiamati “Mietitori”, fanno la loro comparsa sui nove “pianeti nucleo” del CGU, creando una devastazione mai conosciuta prima e decimando drasticamente la popolazione umanoide del sistema. L’evento catastrofico genera una sorta di psicosi collettiva che porta a vere e proprie crociate contro tutti gli androidi presenti nei confini del sistema, che nel corso degli anni vengono progressivamente eliminati.
Dieci anni dopo l’attacco dei mietitori però, Tim21, un androide bambino da compagnia, si risveglia da un lunghissimo stand-by in una colonia mineraria periferica e lancia un segnale di soccorso, proprio mentre ciò che resta della divisione scientifica del CGU, da anni al lavoro per isolare la “matrice” dei Mietitori (qui intesa come una sorta di algoritmo che ne regola il funzionamento), scopre che essa è identica a quella della serie Tim, così che il messaggio di aiuto scatena la caccia disperata di tutte le fazioni al piccolo androide. (altro…)

Anno nuovo, ritardo colpevole, e quella volta in cui il mio nome è finito in un Bonelli

Con colpevole ritardo entro e saluto.

Prometto e faccio buoni propositi, annunciando nuovi progetti e articoli che arriveranno (se mai mi deciderò a scriverli, ovviamente).

Poi vi saluto con una chicca. Se avete letto la mia ultima recensione, quella su Orfani Nuovo Mondo, uscita per Lo Spazio Bianco, sappiate che questo mese la trovate citata, con frasetta virgolettata e tanto di nome e cognome, sul numero 4 attualmente in edicola. Editoriale, prima pagina.

Tutto ciò è imbarazzante, ma se lo vedete e mi pensate magari porta bene.

Buon anno (in colpevole ritardo) e a presto.

Nathan

Orfani Nuovo Mondo 4 prima pagina

Orfani: Il Nuovo Mondo di Rosa

Un numero introduttivo

1444912788721.jpg--orfani_nuovo_mondo_2___madri_guerriereMadri guerriere, secondo volume di Orfani: Nuovo Mondo, sceneggiato da Roberto Recchioni e Michele Monteleone, per i disegni di Gianluca Maconi e i colori di Stefania Aquaro, si presenta come un altro numero introduttivo che cerca di staccarsi dalle tematiche e dai personaggi, anche ingombranti, della vecchia stagione, presentando così la vita di Rosa nell’ambientazione che farà da sfondo ai prossimi capitoli.
Esattamente come il primo rovinoso atterraggio aveva cambiato completamente la vita di Ringo, così questo nuovo naufragio spaziale sembra destinato a cambiare quella di sua figlia Rosa, che si ritrova incinta, clandestina e terrorista ricercata su un pianeta sconosciuto, in compagnia di un host robotico, uno scafista senza scrupoli e una manciata di superstiti da guidare verso la salvezza.

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INSIDE OUT E LA FILOSOFIA DISNEY-PIXAR

Semplicità e armonia

Inside-out-posterCiò che colpisce di Inside Out, il nuovo film d’animazione di Pete Docter per Disney Pixar, è prima di tutto l’immediatezza e la semplicità con cui vengono sovrapposti i due piani narrativi che lo caratterizzano, collegati tra loro a una sola via (internoesterno), come attraverso lo spioncino di una porta, e ben distinti anche graficamente, con l’esterno dai tratti più realistici e l’interno in perfetto stile cartoon. L’ottima intuizione di personificare le emozioni nella testa dei protagonisti e la chiarezza delle dinamiche della loro interazione rende l’intero ecosistema ben bilanciato e coerente, dando il giusto spazio e la giusta caratterizzazione a tutti i personaggi.
Anche il messaggio esplicito è semplice e lineare, ma molto umano e nel suo piccolo profondo: la tristezza fa parte della vita. Lasciarsi sopraffare dalla negatività è ovviamente sbagliato, tuttavia anche l’ideologia della repressione, l’essere sempre felici a tutti i costi, sorridiamo sempre, don’t worry be happy, every little things gonna be alright, nella società moderna può essere altrettanto dannoso, un accumulo immane di pressione, stress, una mina innescata e pronta a saltare.
Anche la tristezza, dunque, ha un ruolo che gli va riconosciuto: è un diritto e la sua rilevanza è fondamentale poiché ci permette di vivere diverse sfaccettature della nostra vita. (altro…)

Lysierum, il pianeta distopico di Alberto Ostini e Leila Leiz

I riferimenti

lestorie36Lysierum è il titolo di questo trentaseiesimo volume della collana Le Storie, sceneggiato dal veterano Alberto Ostini e disegnato da Leila Leiz, al suo esordio in Bonelli.
La trama dell’albo non è particolarmente originale, né probabilmente vuole esserlo dal momento che, come scrive anche il curatore Gianmaria Contro in prefazione, la storia ricalca quasi dichiaratamente alcuni classici della fantascienza come La fuga di Logan, romanzo di William Frances Nolan e George Clayton Johnson, o THX 1138, film di George Lucas, con debiti anche verso le emblematiche atmosfere di George Orwell e Ray Bradbury.
Tuttavia, nonostante l’autore fatichi a sganciarsi dalle sue fonti d’ispirazione, lo svolgimento risulta piacevole e fluido, senza che emergano contraddizioni o eccessive forzature.
Un altro riferimento importante campeggia inoltre a chiare lettere in copertina: Lysierum, il titolo, è infatti un evidente omaggio ad Alberto Lisiero, fondatore dello Star Trek Italian Club e sceneggiatore Bonelli, scomparso nel 2013. (altro…)

Yu Degli Spettri e l’equilibrio del male

Un classico anni ’90

Si è di recente conclusa la ristampa, da parte di Star Comics, di un piccolo cult tra le serie manga degli anni ’90: di Yu degli spettri, primo autentico successo dell’autore Yoshihiro Togashi.
Pubblicata in origine su Weekly Shōnen Jump dal 1990 al 1994, la serie parla del giovane Yusuke Urameshi, il quale, dopo una serie di bizzarre vicende, si trova a occupare la posizione di “detective del Regno dei Morti” e a compiere missioni per conto dell’aldilà, catturando i demoni che commettono crimini nel mondo degli umani.
La struttura è quella tipica degli shōnen manga: la storia è incentrata sul combattimento e segue il filone del “romanzo di formazione” diviso in saghe, durante le quali il giovane eroe progredisce scontrandosi con nemici sempre più forti.
Pur riprendendo alcuni elementi tipici del passato – come ad esempio i protagonisti “teppisti”, eredità diretta di capolavori come Rocky Joe o Akira, mirata a liberare i personaggi dalla rigida categoria degli “eroi” per permettergli di agire in modo anticonvenzionale – Togashi riesce anche a porre alcune solide basi per la sua produzione futura, andando in parte a scardinare il concetto di power up in favore di combattimenti basati sull’intelletto e la strategia. (altro…)

L’Abisso: i pirati di Mauro Boselli e Luca Rossi – Le Storie #35

Storie di mare

Quanto poco sappiamo del mare. Un’immensa distesa d’acqua fredda, profonda e scura. Un universo insondabile e popolato nei suoi antri più remoti da creature strane e sinistre. Un mondo ignoto che nella storia dell’umanità è stato fonte d’ispirazione per artisti di ogni genere e che ha dato vita a miti, leggende e superstizioni.
Romantico e sinistro frutto di questa contaminazione tra realtà e fantasia sono invece i pirati, celebratissimi avventurieri che da sempre solcano i mari della letteratura e del cinema, bifolchi senza tempo pronti a sfidare il mare e i venti nell’immaginario collettivo.
Mauro Boselli e Luca Rossi, nel volume numero 35 della collana Le Storie, intitolato L’Abisso, propongono un’avventura marinaresca vecchio stampo, in cui fin da subito si respirano le atmosfere dei grandi classici del genere: da Capitani coraggiosi di Kipling, ai corsari di Salgari, da L’isola del tesoro di Stevenson, ai racconti più oscuri di Poe e Lovecraft, passando per il Billy Budd di Melville, il tutto saldamente radicato nella classica mitologia piratesca, ricca di superstizione, maledizioni, mappe del tesoro e mostri marini. (altro…)

Un Naso al New Yorker

“Il settimanale emanava intelligenza ma, malgrado le sue pagine fungessero da showroom per i saggi di Hannah Arendt sulla ‘banalità del male’ di Adolf Eichmann, non è mai stato un settimanale propriamente intellettuale. Nel 1947 Robert Warshow, uno dei direttori di Commentary, una rivista genuinamente intellettuale, definì senza mezzi termini l’essenza di The New Yorker:
‘The New Yorker nel migliore dei casi fornisce al laureato intelligente e colto l’atteggiamento più comodo e meno compromettente da adottare nei confronti della società capitalista, senza costringerlo ad un vero e proprio conflitto…The New Yorker si è sempre occupato dell’esperienza senza mai cercare di comprenderla, prescrivendo tuttavia l’atteggiamento da adottare nei suoi confronti. Questo fa sì che ci si senta intelligenti senza pensare ed è un modo per rendere sopportabile qualunque cosa…’
Non ho mai pensato alla rivista in maniera così profonda come fece Warshow. Sono cresciuto negli anni di Shawn in una famiglia della piccola borghesia del Queens, anni luce dalle eleganti tenute del Connecticut delle sue copertine. I miei genitori, rifugiati ebrei a malapena integrati, erano abbonati a Life, l’onnipresente settimanale d’informazione illustrato, e non si sarebbero mai sognati di definire Adolf Eichmann ‘banale’”. (altro…)